Oggi a 33 anni dall’attentato a Paolo Borsellino il Magistrato viene ricordato con un murale nei pressi di Via d’Amelio
Oggi, sono passati 33 lunghi anni, dall’attentato di Via d’Amelio, a Palermo, nel quale persero la vita il Magistrato Paolo Borsellino ed i cinque Agenti della sua scorta: Agostino Catalano, Walter Eddie Cosina, Vincenzo Li Muli, Claudio Traina ed Emanuela Loi, che detiene purtroppo due tristi primati, quello di essere stata la prima Agente donna, a far parte di una scorta e ad essere uccisa in servizio. Aldilà delle celebrazioni ufficiali dell’anniversario dell’attentato, che come spesso accade in occasioni del genere passateci l’ossimoro, sono piene di vuota retorica, preferiamo porre l’attenzione su una diversa commemorazione di quel coraggioso Magistrato e di quegli Agenti, che sono morti con lui. Stiamo parlando di un murale, realizzato in Via Autonomia Siciliana, a pochi passi dal luogo della strage dall’artista Andrea Buglisi, autore di numerosi interventi pubblici legati alla memoria e all’identità civile che è stato simbolicamente consegnato Giovedì 17 Luglio, a Manfredi Borsellino, figlio di Paolo. Si tratta di un’opera di grandissime dimensioni che si sviluppa in orizzontale, secondo lo stile della narrazione visiva frammentata e palindroma, tipica della cosiddetta street art di alto livello, che permette di “leggere” la vita di Paolo Borsellino, attraverso elementi iconici del suo personaggio. Troviamo, infatti, nel murale, la figura adulta di Borsellino, ritratto in una posa composta ma immersa in un’atmosfera tesa e carica di presagi, accanto a Giovanni Falcone, ma anche lo stesso Magistrato, ritratto in un momento di spensieratezza balneare e sorridente che fa un gesto potente, quello della V che richiama la vittoria della legalità sulla mafia, ma che mostra anche la sua grande autoironia che tutti gli riconoscevano. Accanto, a questo suo gesto di vittoria, che alla luce dei fatti, suona come la sua condanna a morte, troviamo una palma simbolo di trionfo, vittoria, pace, immortalità, ma soprattutto nell’iconografia Cristiana, attributo dei Martiri e non a caso Paolo Borsellino, è inserito tra i Testimoni della Fede Cattolica, nella sezione dedicata ai Martiri della Giustizia. E non a caso, è proprio questo particolare del murale, che abbiamo scelto per la foto di copertina e a corredo dell’articolo, che mostra anche l’autore dell’opera, Andrea Buglisi, anch’egli nel gesto della V di Vittoria. Non mancano poi nell’opera l’ormai leggendaria Agenda Rossa, una Fiat 126 imbottita di tritolo e sormontata da corvi che si trasformano però in gabbiani a simboleggiare, che malgrado la morte di Borsellino e prima di falcone, la mafia non ha vinto, ma, anzi, ha generato una voglia di rinascita che si manifesta, anche attraverso questo murale, che diventa strumento di comunicazione di massa verso i giovani dei valori di giustizia e legalità, nei quali Borsellino, credeva così tanto da rimanerne ucciso. Ma soprattutto, è bello pensare, che quest’opera, da settembre, sarà il contorno di un grande Centro sportivo educativo, dedicato proprio a Paolo Borsellino. Ecco l’arte e la rinascita a nuova vita di luoghi abbandonati a sè stessi, celebrano un anniversario importante, come quello della strage di Via d’Amelio, in modo molto più efficace di mille commemorazioni ufficiali contribuendo a perpetuare tra le giovani generazioni, che fruiscono di questo genere di arte e dello sport che verrà praticato all’interno del “Centro Sportivo Educativo Paolo Borsellino” di Via Autonomia Siciliana la memoria di quest’uomo coraggioso e dei suoi compagni di martirio, in nome dello Stato.
Luca Monti