Il nuovo codice della strada punta su multe proporzionali e patente a 17 anni
Cento realtà del settore in consultazione su quindici modifiche: sanzioni legate ai chilometri di eccesso, patente ai 17enni entro il 2027 e nuove regole per rider, disabili e veicoli non assicurati
Il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha messo a punto quindici modifiche al codice della strada e le ha già inviate in consultazione a un centinaio di soggetti del settore – associazioni di categoria, enti locali, rappresentanze dei trasportatori. L’obiettivo dichiarato è avvicinare le norme alle esigenze reali di chi guida, due anni dopo la riforma del 2024 che aveva imposto la tolleranza zero su alcol, droga e uso del telefono alla guida. Questa volta l’impostazione cambia: non più un impianto sanzionatorio uniforme, ma una gerarchia più fine tra condotte davvero pericolose e infrazioni minori.
Multe calcolate sui chilometri di troppo, non più a scaglioni fissi
Il cambiamento più concreto riguarda il calcolo delle sanzioni per eccesso di velocità. Oggi chi supera di 30 km/h il limite paga la stessa multa sia che il limite fosse 30 sia che fosse 130 – un meccanismo che il Mit considera ormai poco equo. Il nuovo schema introduce un costo per ogni chilometro orario in eccesso: 10 euro per ogni km/h oltre il limite in autostrada, 5 euro sulle strade urbane o a scorrimento lento. In pratica, chi viaggia a 140 km/h in autostrada – dieci oltre il limite di 130 – pagherebbe 100 euro, mentre chi corre a 170 km/h ne pagherebbe 400, quattro volte tanto. Sulle strade a 50 km/h, undici chilometri di troppo costerebbero 55 euro, contro i 200 euro dovuti a chi sfiora i 90 km/h. Il principio è che la sanzione cresca con il rischio effettivo, non in modo automatico e proporzionale all’inflazione come avviene oggi.
In compenso, alcune sanzioni si alleggeriscono: dimezzate quelle per la sosta vietata dei mezzi a due ruote, e più tolleranza per chi sbaglia le modalità di pagamento di una multa, con importi ridotti anziché la sanzione piena.
Patente ai 17 anni e nuove regole per i mezzi pesanti
Sul fronte delle patenti, l’Italia si prepara a recepire – entro la fine del 2027 – una direttiva europea che abbassa a 17 anni l’età minima per guidare. È prevista anche la possibilità di esercitarsi alla guida accompagnati già a 16 anni. Chi otterrà la patente a 17 anni potrà mettersi al volante anche di furgoni. Cambia pure l’accesso alla professione di autotrasportatore: la carta di qualificazione del conducente non sarà più obbligatoria, e basterà l’iscrizione a un corso di qualificazione iniziale – una scelta pensata per rispondere alla carenza cronica di camionisti nel settore della logistica.
Casco per i rider, tutele per i disabili, strette sugli evasori assicurativi
Le “super-bici” a propulsione usate spesso dai rider per le consegne dovranno avere un contrassegno identificativo e i conducenti saranno obbligati al casco, finora non richiesto per questa categoria di mezzi.
Cambia anche la gestione del Contrassegno europeo di parcheggio per le persone con disabilità: i Comuni che non aderiranno alla piattaforma nazionale del Cude perderanno la possibilità di utilizzare i dispositivi di accertamento a distanza per le violazioni sulla sosta riservata e sulle Ztl – una leva pensata per spingere le amministrazioni verso l’adesione.
Sul fronte assicurativo, una nuova task force della motorizzazione effettuerà controlli incrociati sui veicoli non assicurati, e verrà introdotto il divieto di circolazione digitale per chi non regolarizza la propria posizione: al primo controllo su strada scatterebbe direttamente il sequestro del mezzo. Più severità è prevista anche per i conducenti stranieri che non pagano le multe: per cinque anni dalla violazione, la riscossione coattiva potrà colpire chiunque si metta alla guida dello stesso veicolo in Italia.
Meno burocrazia, più flessibilità sulle regole minori
Il pacchetto prevede anche una serie di semplificazioni procedurali: il termine per la notifica dei verbali da accertamento remoto scende da 90 a 30 giorni, e viene introdotta una procedura più snella di autotutela per chiedere l’annullamento dei verbali sbagliati. Diventerebbero legittimi comportamenti oggi vietati ma già diffusi nei fatti, come l’uso della corsia di emergenza da parte dei motociclisti in caso di traffico intenso e il sorpasso a destra su corsie parallele. Anche la circolazione dei carri allegorici verrebbe semplificata.
Infine, un cambio di impostazione sui proventi: le sanzioni non aumenteranno più in automatico in base all’inflazione, e il 70% degli incassi sarà destinato alla sicurezza stradale – un vincolo di destinazione che, se confermato nel testo definitivo, legherebbe più direttamente il gettito delle multe agli interventi su strade e infrastrutture.
Il testo è ancora in fase di consultazione: le 100 realtà coinvolte avranno modo di presentare osservazioni prima che la riforma approdi in Consiglio dei ministri.