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I sondaggi politici a livello nazionale danno ancora in testa Fratelli d’Italia

di Luca Monti
sabato 23 Maggio 2026 · 22:04 · 2 min di lettura
I sondaggi politici a livello nazionale danno ancora in testa Fratelli d’Italia

Siamo alla vigilia di una tornata elettorale amministrativa ed è interessante vedere i sondaggi politici nazionali, resi noti da Supermedia YouTrend/Agi e realizzati mettendo insieme i sondaggi pubblicati nelle ultime settimane da diversi istituti specializzati. Parliamo di dati nazionali e non locali, perchè stante il gran numero di Comuni coinvolti, un sondaggio del genere sarebbe difficilmente realizzabile, ma soprattutto perchè, malgrado la tendenza mediatica di voler dare una valenza nazionale, alle elezioni amministrative, riteniamo che esse nulla rappresentino in tal senso, essendo come ovvio, espressione di singole realtà, nelle quali il territorio e le sue problematiche emergono rispetto alle logiche partitiche nazionali. Ecco quindi cosa dicono, gli ultimi sondaggi:

Fratelli d’Italia 28,2% +0,4% Rispetto all’ultima rilevazione.

PD 22,2% -0,1% Rispetto all’ultima rilevazione.

M5S 12,5% -0,7% Rispetto all’ultima rilevazione.

Forza Italia 8,3% +0,1% Rispetto all’ultima rilevazione.

Lega 7,5% +0,5% Rispetto all’ultima rilevazione.

AVS 6,5% Stabile rispetto all’ultima rilevazione.

Futuro Nazionale 3,6% Stabile rispetto all’ultima rilevazione.

Azione 3% Stabile rispetto all’ultima rilevazione.

Italia Viva 2,5% +0,1% Rispetto all’ultima rilevazione.

+Europa 1,5% +0,1% Rispetto all’ultima rilevazione.

Noi Moderati 1,2% Stabile rispetto all’ultima rilevazione.

Come si vede, il panorama politico nazionale, appare, secondo i sondaggi, sostanzialmente stabile con la variazione più rilevante del Movimento 5 Stelle, che perderebbe lo 0,7% vedendo allontanarsi la leadership del centrosinistra, che rimarrebbe in mano al PD, mentre quella del centrodestra resterebbe senza rivali, a Fratelli d’Italia, avanti del 20% rispetto a Forza Italia. Per quanto riguarda le coalizioni, il centrodestra si attesterebbe al 48,8% ed il centrosinistra al 48,2% praticamente un quasi pareggio, che rende indispensabile l’aumento della partecipazione popolare, in forte calo, senza la quale si rischia uno stallo che non gioverebbe certamente al Paese, anche se a governare, sia pur di poco sarebbe ancora la Meloni, ma con una maggioranza davvero, ogni volta, appesa ad un filo. Chissà che non sia questo il motivo per cui il Governo, pare voler accelerare sulla riforma della Legge Elettorale.

Luca Monti