Bocciata da Wikipedia Italia la prima influencer italiana interamente generata tramite intelligenza artificiale
E’ stata bocciata da Wikipedia Italia, Francesca Giubelli, la prima influencer italiana interamente generata tramite intelligenza artificiale, che è stata definita “non enciclopedica”. Ovviamente i membri del progetto che l’ha generata ed in particolare Emiliano Belmonte, che per averla proposta come voce enciclopedica è stato bloccato a tempo indeterminato da quella piattaforma, non l’hanno presa benissimo ed hanno dichiarato che si riservano di intraprendere ogni azione pubblica ed istituzionale necessaria per fare luce sull’episodio, che definiscono come una censura, che la sezione italiana di Wikipedia, avrebbe applicato in modo discordante rispetto a quanto fatto da altre nazioni, con le influencer virtuali Lil Miquela ed Aitana López, anch’esse entità digitali generate tramite intelligenza artificiale, che possiedono una loro pagina su Wikipedia, la prima negli Stati Uniti e la seconda in Spagna, a loro dire per frenare lo sviluppo dell’intelligenza artificiale nel nostro Paese. A nostro avviso, pur considerando esagerato il blocco a tempo indeterminato di Belmonte, che avrebbe potuto essere evitato perseguendo la via del dialogo e non della sanzione diretta da parte di Wikipedia Italia, la scelta di quest’ultima di escludere Francesca Giubelli, non va intesa come un attacco all’intelligenza artificiale italiana, rispetto a quella di altri Paesi, ma come una scelta logica e coerente con la filosofia di una piattaforma, che con tutti i limiti che tale impostazione può avere, cerca di dare spazio al libero pensiero di persone anche non accademiche, che possono contribuire con le loro conoscenze su qualche argomento a migliorare tale enciclopedia. Parliamo di persone appunto e non di soggetti virtuali, che non meritano, in quanto tali di essere inseriti, secondo noi, in un’enciclopedia, che deve rimanere ancorata allo studio ed alla descrizione di fatti storici, luoghi geografici, personaggi e perchè no, anche oggetti, purchè reali e tangibili non metafisici. Inserire come voce enciclopedica un’influencer virtuale, potrebbe rappresentare un precedente pericoloso verso la classificazione enciclopedica di ciò che non essendo reale, non può essere smentito dal dibattito tra umani, che è la base da cui nacque l’enciclopedia moderna nel 1751 che oltre ai famosi Diderot e d’Alembert, che dettero il maggior impulso al progetto, vide coinvolti nello stesso, personaggi quali: Quesnay, Rousseau e Voltaire, al confronto dei quali, già la maggioranza delle persone reali, è insignificante figuriamoci Francesca Giubelli, che è virtuale. Insomma sviluppiamo pure l’intelligenza artificiale ma non cerchiamo di imporla nelle enciclopedie e lasciamo che sia il libero pensiero umano e non quello artificiale o virtuale, che dir si voglia e che comunque libero non è, perchè dipende dal programmatore, a prevalere.
Luca Monti