Alla Maratona di Londra è stato abbattuto il muro delle 2 ore da ben due atleti
La Maratona di Londra, corsa nella capitale britannica, domenica scorsa 26 Aprile, ha segnato la storia di questa disciplina atletica. Oltre al record del mondo, infatti, che già di per sé, ha una valenza straordinaria tale record è stato per la prima volta nella storia inferiore alle 2 ore. Ancora più sorprendente, è poi, il fatto che il secondo arrivato, è anch’esso sceso sotto le due ore. Il nuovo Campione del Mondo, con il tempo di 1:59’30 è il 31enne keniano Sabastian Sawe, mentre il secondo arrivato, è il 28enne etiope Yomif Kejelcha, che ha chiuso la gara 1:59’41”. Il precedente record, apparteneva ad un altro keniano, Kelvin Kiptum, morto nel 2024 a soli 24 anni, in un incidente stradale, che aveva vinto la Maratona di Chicago del 2023 con il tempo di 2:00’35 e che certamente, se non fosse tragicamente scomparso sarebbe stato il primo a scendere sotto le due ore. Ma la Maratona di Londra di quest’anno, ha veramente riscritto la storia di questa disciplina, perché anche il terzo arrivato, l’ugandese Jacob Kiplimo, pur non scendendo sotto le 2 ore, ha comunque superato il record di Kiptum, con il tempo di 2:00′ 28″. Da ora in poi dovremo abituarci a questi nomi, destinati a dominare le scene della Maratona, almeno in questo decennio. Per noi italiani la vittoria di Sawe ed il suo record del mondo, rappresentano un motivo di orgoglio in quanto l’atleta keniano, è allenato dal bresciano Claudio Berardelli, che nel 2004 ha deciso di trasferirsi in Kenya sposando una ragazza del posto e di dedicarsi alla formazione di atleti locali. In particolare il tecnico bresciano, che segue Sawe dal 2020 ha saputo trasformarlo da mediocre mezzofondista in campione del mondo e recordman della Maratona, in solo quattro gare sulla lunga distanza corse dal suo atleta, segno di eccellenza nei metodi di preparazione e nella valorizzazione dei talenti. Certo adesso, Sawe, dovrà guardarsi le spalle da Kejelcha e Kiplimo, per difendere il suo record del mondo, vinto senza partire da favorito, ma con un allenamento di ben 240 km a settimana, che gli hanno permesso una gara d’attacco sin dall’inizio, che non sarà così facilmente replicabile in futuro.
Luca Monti