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Accadde il 10 Febbraio

di Luca Monti
lunedì 10 Febbraio 2025 · 18:16 · 2 min di lettura
Accadde il 10 Febbraio

Il 10 Febbraio del 1258 I Mongoli del condottiero Hülëgü Khan, invadono la Mesopotamia e conquistano Baghdad, bruciandola. Questo attacco al cuore del califfato abbaside, che, di fatto terminerà con la morte di Al-Musta’sim, l’ultimo Califfo, che venne giustiziato, in un modo che potremmo definire “rituale” dieci giorni dopo la conquista di Baghdad, non fu un gesto estemporaneo, ma il frutto di una vera e propria strategia geopolitica dei Mongoli, volta a soggiogare il Medio ed il Vicino Oriente. Questa strategia si realizzò attraverso una coscrizione di massa, iniziata due anni prima della vittoria, che gli studiosi ritengono pari a circa il dieci per cento della popolazione maschile adulta, per un totale di 150 mila uomini, già di per sè un numero enorme, che venne incrementato da circa un migliaio di cinesi, che potremmo definire “genieri” in quanto si trattava di uomini specializzati nella costruzione di ponti mobili nonchè anche da Cristiani, in particolare Armeni e Georgiani, che erano nemici storici degli Abbasidi e volevano vendicarsi del saccheggio di Tbilisi, di qualche decennio prima e dai Franchi, del principato di Antiochia, interessati ad allentare la pressione musulmana sul loro territorio. Questo vasto esercito cosmopolita, venne affidato da Munke Khan, il quarto Gran Khan dell’Impero mongolo e nipote del leggendario Gengis Khan, al fratello Hülëgü Khan che in poco tempo, arrivò alle porte di Baghdad, dopo aver conquistato agevolmente Alamut, la capitale del regno ismailita, che con la propria corona di fortezze, rappresentava una sorta di Linea Maginot, a difesa di Baghdad. La caduta di Alamut, avvenuta nel novembre del 1257 avrebbe dovuto consigliare al Califfo Al-Musta’sim, quantomeno un tentativo di trattativa coi Mongoli, che tuttavia non venne considerato e così nel gennaio successivo, l’armata di Hülëgü Khan, era già alle porte di Baghdad, che cadde in meno di due settimane, malgrado la cosiddetta “Triplice Cinta Sacra” vale a dire i tre cerchi concentrici di mura, a difesa della città. Ad essere uccisa, oltre ad un numero impressionante di persone qualcuno dice addirittura un milione, che trovarono la morte durante l’assedio e la presa di Baghdad, fu anche la cultura arabo islamica antica, con la distruzione della Bayt al-Ḥikma, la “Casa della Sapienza” vale a dire la biblioteca di quella città, equivalente, secondo molti alla leggendaria Biblioteca di Alessandria d’Egitto.

Luca Monti