Dibattito sull’identita’ biologica tra un artista ed un Vescovo Ortodosso
Si allarga il dibattito sull’intelligenza artificiale, che ha visto protagonista anche Papa Leone XIV che, oltre a promulgare, il 15 Maggio scorso, nello stesso giorno in cui 135 anni fa Leone XIII aveva promulgato la “Rerum Novarum”, la sua prima Lettera Enciclica “Magnifica Humanitas” dedicata proprio al tema: “La custodia della persona umana nel tempo dell’intelligenza artificiale” ha anche invitato a discuterla, insieme ad altri relatori anche Christopher Olah cofondatore di Anthropic, una delle maggiori aziende del settore, che si è distaccata dall’uso militare e militante dell’intelligenza artificiale, dicendosi a favore di un approccio più etico alla stessa. In questo fragore mediatico si è inserita con forza, anche la proposta dell’artista romano Gilberto Di Benedetto, in arte Hypnos, di introdurre l’Identità Biologica Certificata, nei documenti della Repubblica Italiana allo scopo di rendere, se non impossibile quantomeno estremamente difficile il furto d’identità. Su questo argomento si è espresso, in modo negativo con una lettera all’artista il Cancelliere della Chiesa Ortodossa in Italia, Luca Monti.

Ecco il testo della lettera:
“Carissimo Fratello in Cristo Gilberto, permettimi di darti del tu, dal momento che sai come ti stimo dal punto di vista artistico. Questa tua nuova idea, tuttavia non mi convince proprio, per due motivi. Il primo è di natura pratica e si riferisce al fatto che, in Italia, abbiamo visto, come purtroppo le reti informatiche siano deboli e facilmente penetrabili da attacchi hackers, interni ed esterni e quindi quello che tu proponi come strumento per evitare il furto d’identità, potrebbe paradossalmente trasformarsi in qualcosa che facilitalerebbe proprio quel fenomeno criminale, che vorrebbe combattere. A questo si somma il dubbio legittimo, sulla sicurezza del trattamento di dati così sensibili. Ma sopratutto, desidero rappresentarti i dubbi miei e della Chiesa che rappresento riguardo l’eticita’ di un tale strumento. L’essere umano, non è fatto solo di carne ed ossa, che sono materia, ma, anche di Spirito, che potremmo definire come antimateria, ma che io chiamo Fattore Divino. Per chi crede, infatti, oltre il disfacimento del corpo, vi è un’altra dimensione chiamiamola metafisica, nella quale, la vita è altrettanto reale di quella che stiamo vivendo, pur non essendo basata sulla materia. È qui arriva il punto centrale del problema. La scienza, non è ancora arrivata a capire le connessioni tra il DNA che è materia e lo Spirito che è immateriale, perché tali connessioni sono evidenti determinando l’aspetto fisico di ciascuno di noi e persino le nostre attitudini psicologiche, che sono diversi da quelli di chiunque altro. Ecco, se fosse disponibile una banca dati del DNA di tutta la popolazione, in linea teorica potrebbe essere oltrepassata la linea rossa tra noi creature ed il Creatore. Nessuno potrebbe, sempre in via teorica infatti, impedire allo scienziato pazzo che si vede nei film di manipolare ed ibridare il DNA di cui venisse in possesso, col risultato di distruggere lo Spirito stesso dell’Umanità, riscrivendone il codice primario voluto da Dio. Ti invito quindi a riflettere su queste importanti implicazioni che vanno oltre il moralismo, che come sai, non appartiene al mio pensiero. Ti saluto con un abbraccio in Cristo ed una preghiera per te ed i tuoi cari. “

Chiamato in causa, Hypnos ha risposto cosi’ con un’altra lettera:
“Caro Luca, oggi il problema del furto d’identità rappresenta una delle principali sfide per gli Stati moderni. Ogni giorno vengono falsificati documenti, rubate credenziali informatiche, clonate carte elettroniche e utilizzate tecnologie sempre più sofisticate per assumere l’identità di altre persone. Fino a pochi anni fa era sufficiente verificare una fotografia, una firma o un documento cartaceo. Oggi non è più così. L’intelligenza artificiale è in grado di riprodurre voci, immagini, firme e persino video apparentemente autentici. Ciò che ieri appariva sicuro, oggi può essere manipolato. Di fronte a questa nuova realtà emerge una domanda fondamentale: come possiamo sapere con certezza chi abbiamo davanti? La risposta proposta dal concetto di Identità Biologica Certificata, è semplice e profonda allo stesso tempo. Ogni essere umano possiede caratteristiche biologiche uniche ed irripetibili. Il DNA, le impronte digitali, l’iride e altri marcatori biologici costituiscono una sorta di firma naturale che accompagna la persona dalla nascita fino alla morte. Mentre un documento può essere rubato, una fotografia può essere contraffatta e una password può essere scoperta, la struttura biologica di un individuo rimane intimamente legata alla sua persona. Per questo motivo un sistema che colleghi l’identità giuridica all’identità biologica consentirebbe di raggiungere livelli di sicurezza mai sperimentati prima. Chi volesse appropriarsi dell’identità di un’altra persona non dovrebbe soltanto falsificare un documento o ingannare un sistema informatico. Dovrebbe riuscire a riprodurre caratteristiche biologiche uniche appartenenti a un altro individuo, un’impresa enormemente più complessa e nella maggior parte dei casi praticamente irrealizzabile. L’Identità Biologica Certificata, non nasce come strumento di controllo dello Stato, sul cittadino. Nasce come strumento di tutela del cittadino contro chi vuole appropriarsi della sua identità. Essa potrebbe proteggere le persone dalle frodi documentali, contrastare le reti criminali che operano con identità multiple, rendere più sicuri i sistemi di accesso ai servizi pubblici e contribuire alla certezza dell’identificazione in contesti particolarmente delicati. Naturalmente nessuna tecnologia può essere considerata assolutamente perfetta. Nessun sistema umano è infallibile. Sarebbe quindi scorretto affermare che il furto d’identità diventerebbe impossibile in senso assoluto. È però ragionevole sostenere che esso diverrebbe immensamente più difficile, più costoso e più rischioso per chiunque tentasse di commetterlo. La forza dell’Identità Biologica Certificata, consiste proprio in questo: non sostituire la libertà della persona, ma proteggerla; non limitare i diritti, ma rafforzarli; non creare nuove forme di controllo, ma nuove forme di certezza. In un mondo sempre più digitale, nel quale perfino la realtà può essere simulata artificialmente, l’identità biologica rappresenta l’ultimo legame diretto tra la persona e la verità della propria esistenza. È questa l’intuizione che rende il concetto di Identità Biologica Certificata una delle riflessioni più interessanti sul futuro dell’identità umana nel XXI secolo. Un caro saluto”
Ci ppiacerebbe che questo dialogo tra Hypnos ed il Cancelliere della Chiesa Ortodossa in Italia, si allarga se ai lettori, dai quali ci aspettiamo, quanti più commenti possibili, anche per capire come si sta orientando l’opinione pubblica su questo importante argomento, che, volenti o nolenti, va oltre la stretta attualità, toccando il futuro prossimo venturo.
Francesca Triticucci