sabato, 18 aprile 2026


Sulle riviste statunitensi specializzate in tecnologia, uno degli argomenti ricorrenti, è la preoccupazione per lo sviluppo esponenziale della tecnologia cinese, nell’ambito delle batterie per auto elettriche. La foto di copertina ed a corredo di questo articolo, è ripresa proprio da una di queste riviste e sintetizza nella descrizione, le caratteristiche di base di queste batterie cinesi: si ricaricano in cinque minuti; durano quattro volte più delle altre e soprattutto non prendono fuoco. Il tutto grazie all’utilizzo del grafene, al posto dei tradizionali ioni di litio, usati nelle batterie prodotte in occidente. Il grafene, che altro non è, che un singolo strato di atomi di carbonio disposti in una struttura a nido d’ape, è il materiale più resistente e conduttivo ad oggi conosciuto. Proprio questa struttura, a nido d’ape, permette agli elettroni di muoversi cento volte più velocemente, che nel rame, riducendo così drasticamente i tempi di ricarica e mantenendo le temperature interne stabili. A differenza delle celle al litio, poi, le batterie al grafene, grazie proprio alle temperature interne stabili, non sono infiammabili e questo risolve uno dei maggiori problemi dei veicoli elettrici e dei dispositivi portatili, in genere, vale a dire il surriscaldamento ed il conseguente rischio di esplosione. I test scientifici effettuati, dimostrano che, anche dopo ben tremilacinquecento cicli di carica completi, queste batterie mantengono gran parte della loro capacità, mentre quelle al litio standard perdono una quantità significativa di energia dopo circa solo ottocento cicli, il che spiega chiaramente il motivo per cui dopo poco tempo le batterie dei telefoni cellulari, iniziano a durare sempre meno. Inoltre e forse questo è ciò che preoccupa maggiormente gli americani, le batterie al grafene, offrono prestazioni migliori in condizioni climatiche estreme, il che le rende ideali non solo per le auto elettriche, ma anche per i droni e persino per i sistemi aerospaziali che stanno assumendo sempre più importanza, anche in ambito militare, nel quale la tecnologia risulta determinante.

Luca Monti





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