Oggi si celebra la “Madonna della Neve” le cui origini sono a Roma
Madonna della Neve, è uno dei tanti appellativi con cui la Chiesa, in seguito ad una tradizione di adorazione del Popolo Cristiano, venera Maria secondo il cosiddetto “culto di iperdulia” vale a dire Alta Venerazione. Oggi la Chiesa commemora questa particolare Madonna perchè secondo la leggenda, un nobile patrizio romano, di nome Giovanni, non potendo avere figli, decise insieme alla moglie, di dedicare una chiesa alla Vergine Maria, per ottenere la grazia di un figlio. La Madonna, apparve loro in sogno nella notte tra lunedì 4 e martedì 5 agosto del 352 informandoli che un miracolo avrebbe indicato loro il luogo su cui costruire la chiesa. Anche Papa Liberio, allora in carica, fece lo stesso sogno, la stessa notte ed il giorno seguente, si recò sul colle Esquilino, insieme ai due coniugi ciascuno all’insaputa degli altri, trovandolo coperto di neve. Il Papa stesso, tracciò allora, il perimetro dell’edificio e la chiesa venne costruita a spese dei due coniugi divenendo nota come chiesa di Santa Maria “Liberiana” dal nome del Papa, o più popolarmente “ad Nives” dal miracolo mariano che ne ispirò la costruzione. Oggi quella chiesa, considerata il più antico santuario mariano del mondo Cristiano occidentale, è conosciuta come Santa Maria Maggiore ed è, ovviamente una delle basiliche principali di Roma. Il cambio di nome della chiesa, avvenne sotto papa Sisto III che la eresse, sul precedente edificio liberiano, negli anni del suo pontificato, quindi tra il 432 ed il 440 riconsacrandola alla Vergine Maria che era stata proclamata solennemente Madre di Dio, dal concilio di Efeso del 431. Pur cambiando il nome della chiesa, la Traditio Mariae ad Nives, legata come abbiamo visto alle origini di quel santuario sopravvive tuttora ed il 5 agosto di ogni anno, viene rievocato attraverso una solenne celebrazione “il miracolo della nevicata” con una cascata di petali bianchi che discende dal soffitto creando quasi un’unione ideale tra l’assemblea dei fedeli presenti e la Madre di Dio.
Luca Monti