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Estate Romana 2026 la terrazza del Milite Ignoto diventa un caso politico

di Luca Monti
venerdì 10 Luglio 2026 · 18:59 · 3 min di lettura
Estate Romana 2026 la terrazza del Milite Ignoto diventa un caso politico

L’Estate quest’anno a Roma, è iniziata fra le polemiche diventando un caso politico. E’ infatti partita la programmazione degli eventi per l’Estate Romana 2026, che include, o forse includeva, anche eventi di banchetti e cene private presso le terrazze del Vittoriano specificamente sull’area dell’Altare della Patria come si vede nella foto di copertina. Il Comune di Roma ed il Complesso Museo del Vittoriano, infatti, avevano concesso alla società di catering Le Voilà Banqueting, l’organizzazione e la pubblicizzazione di queste “private dinners” sulla terrazza del monumento, con tavolate imbandite con vista su Roma, da questo particolare e prezioso punto di vista. La questione però, è finita al centro di una polemica istituzionale scatenata da due interventi pubblici fortemente critici dell’Onorevole Fabio Rampelli, Vicepresidente della Camera, che il 3 e l’8 luglio scorsi, ha definito l’evento come “Offesa alla sacralità del monumento” e “Sacrilegio” dato che la zona sovrasta direttamente la Tomba del Milite Ignoto e la fiamma perpetua. Rampelli non si è limitato alle proteste espresse in pubblico, ma ha annunciato anche un’interpellanza parlamentare, per chiedere la revoca della concessione che permette tali eventi, sostenendo che il Vittoriano non può essere trattato come una location commerciale generica affermando testualmente: “Non è Gardaland”. All’Onorevole Rampelli, si è poi aggiunto ieri con una nota stampa sulla questione Gianfranco Paglia, Consigliere del Ministro della Difesa Crosetto. Ecco il testo della nota stampa:

“Il Vittoriano non è una semplice cartolina per i turisti o una scenografia per la movida estiva ma il luogo sacro in cui riposa il Milite Ignoto, simbolo del sacrificio supremo di tutti i Caduti per la nostra Patria. Questo impone un rispetto assoluto e invalicabile. È inaccettabile tollerare banchetti, bancarelle e transenne selvagge a ridosso di un vero e proprio santuario della memoria nazionale. Il corpo del Soldato senza nome, che da oltre un secolo riposa ai piedi della dea Roma, rappresenta l’identità profonda di un intero popolo. Davanti a quella tomba e alla fiamma perenne si deve mantenere un atteggiamento di rispetto e decoro, non di mercificazione. Il Comune di Roma e le autorità preposte non possono non tener conto della sacralità dell’Altare della Patria. La cultura e l’intrattenimento sono un valore per la Capitale ma non a discapito della dignità dei nostri simboli più identitari. Di fronte ai nostri Caduti non si mercanteggia. Quel santuario della memoria va blindato e protetto da ogni speculazione”.

Per questo, al momento, la situazione è in fase di revisione da parte della direzione del complesso museale VIVE.

Luca Monti