Il 30 Marzo del 1742 nasceva a Roma il pittore Giuseppe Ceccarini
Il 30 Marzo del 1742 nasceva a Roma, il pittore Giuseppe Ceccarini. Si formò artisticamente, presso la bottega del padre Sebastiano, col quale collaborò fino alla morte di quest’ultimo, seguendolo anche nel trasferimento a Fano (PU). proprio per questa sua fedeltà alla bottega paterna, per lungo tempo, molte sue opere, che sono in prevalenza a tema religioso di piccole dimensioni, sono state attribuite erroneamente al padre, come la Mater Bonii Consillii (Madonna del Buon Consiglio) in una chiesa di Misano Adriatico (RN) che è stata riconosciuta di sua mano solo nel 2009. Questo non deve stupire, in quanto Giuseppe Ceccarini, è stato anche un valido copista, come dimostra la pala dell’altare maggiore della chiesa di Sant’Agostino a Fano, ripresa da Guido Reni. Giuseppe Ceccarini, morì a Fano il 13 Agosto del 1811. L’opera che vi propongo, in questa Pillola d’Arte, è la “Tomba di Sant’Agostino” una tela di grandi dimensioni, realizzata nel 1787 e visibile nella chiesa di san Pietro detta di Sant’Agostino, a San Costanzo (PU). L’opera fa parte di un dittico commissionato all’artista, dalla famiglia Balducci, che comprende anche un “Miracolo di San Nicola da Tolentino”. Le due tele sono poste alle pareti laterali del presbiterio della chiesa rispettivamente a destra il “Miracolo di San Nicola da Tolentino” ed a sinistra, la “Tomba di Sant’Agostino” che è quella da me propostavi. La scena, appare affollata da pellegrini, storpi e sciancati che si rivolgono all’intercessione del santo, recandosi alla sua tomba per ottenere la guarigione. Il soggetto è decisamente inconsueto e poco rappresentato nell’arte e si rifà, ad un episodio agiografico di Sant’Agostino, riportato da Jacopo da Varagine, nella sua Legenda Aurea. Secondo questa fonte, infatti che data l’episodio miracoloso intorno al 912 oltre quaranta uomini, alcuni dei quali gravemente ammalati, stavano recandosi a Roma dalla Germania e dalla Gallia, per visitare le tombe degli Apostoli. Passate le montagne giunsero ad un paese chiamato Cava, oggi Cava Manara, a circa tre miglia da Pavia dove apparve loro Sant’Agostino, vestito di abiti pontificali, che usciva da una chiesa costruita in onore dei Santi Cosma e Damiano. Il santo li salutò e domandò loro dove andassero, e quando ebbero risposto che andavano a Roma disse loro: “Andate a Pavia e domandate dove è la chiesa di S. Pietro; e là otterrete la grazia che chiedete.” Gli uomini, sorpresi gli domandarono il suo nome ed egli rispose, per poi sparire subito dopo. Da allora, la tomba di Sant’Agostino a Pavia, divenne un luogo di pellegrinaggio e l’opera venne commissionata all’artista probabilmente per dimostrare la fede agostiniana della famiglia Balducci uno degli esponenti della quale è sepolto davanti all’altare maggiore, come dimostra il blasone araldico della famiglia presente sulla tomba, circondata, dalle due grandi tele, recanti entrambe come detto da due eventi miracolosi quello di cui vi ho parlato, operato da Sant’Agostino e l’altro da San Nicola da Tolentino, santo marchigiano quindi molto venerato in quella zona e monaco agostiniano.
Luca Monti