Fitofarmaci , l’Italia alza la voce «Servono reciprocità e controlli più severi»
Più controlli sui residui di fitofarmaci, regole di reciprocità negli scambi commerciali e una protezione più solida per il sistema agroalimentare europeo. Sono le richieste avanzate dal ministro dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste, Francesco Lollobrigida, durante un incontro al Masaf con il Commissario europeo per la Salute e il benessere degli animali, Olivér Várhelyi.
Nel corso del confronto, il ministro ha sollevato un tema che da mesi anima il dibattito tra agricoltori e istituzioni: l’ingresso nell’Unione Europea di prodotti trattati con fitofarmaci vietati ai produttori europei. “Se l’UE permette l’importazione di alimenti trattati con fitofarmaci vietati ai nostri agricoltori, allora deve presumere che tali prodotti siano sicuri. A questo punto, per coerenza, si dovrebbero rimuovere i divieti anche in Europa”, ha affermato Lollobrigida.
La risposta di Bruxelles: “Tolleranza zero”
Il Commissario Várhelyi ha assicurato che la Commissione adotterà una linea più rigorosa, annunciando una politica di “tolleranza zero” sui residui di fitofarmaci non autorizzati. I controlli partiranno dai principali hub di ingresso delle merci, tra cui i porti di Genova, Rotterdam e Calais.
Lollobrigida ha inoltre ribadito la necessità di tutelare il Made in Italy all’interno dei negoziati commerciali internazionali, richiamando il principio di reciprocità già discusso con il Commissario UE per il Commercio, Maroš Šefčovič. Il tema, per la prima volta, è stato posto al centro del dibattito politico europeo, con l’impegno a intervenire in caso di squilibri derivanti dagli scambi con l’area Mercosur.
Più risorse per la PAC e investimenti nelle infrastrutture idriche
Nel quadro delle trattative europee, l’Italia ha ottenuto un incremento di circa 10 miliardi di euro per la Politica agricola comune (PAC) nel periodo 2028-2034 rispetto alla proposta iniziale della Commissione. Una dotazione che, nelle intenzioni del governo, dovrà sostenere anche investimenti strutturali nelle infrastrutture idriche, considerate essenziali per fronteggiare gli effetti dei cambiamenti climatici e garantire continuità produttiva.
Clausole di salvaguardia e fondo europeo da 6,3 miliardi
Sul fronte della tutela del mercato, il ministro ha ribadito l’urgenza di introdurre clausole di salvaguardia efficaci e un “freno di emergenza” capace di sospendere rapidamente le agevolazioni tariffarie in caso di importazioni anomale o crolli dei prezzi interni. A completare il quadro, la proposta italiana di un fondo europeo da 6,3 miliardi di euro per compensare gli agricoltori colpiti da crisi di mercato e rafforzare la sovranità alimentare del continente.
Semplificazione, droni e salute animale
Durante l’incontro si è discusso anche del Pacchetto Omnibus per la semplificazione burocratica e dell’uso di tecnologie innovative, come i droni, per ridurre l’impatto dei trattamenti fitosanitari. Tra i temi affrontati anche il piano strategico italiano contro l’influenza aviaria e le nuove norme sul sessaggio in-ovo, per le quali Roma chiede un coordinamento europeo che non penalizzi la competitività della filiera nazionale.
Várhelyi ha sottolineato l’importanza di una cooperazione più stretta tra Stati membri anche sul fronte della salute animale, evidenziando la necessità di un approccio comune per prevenire e gestire i focolai.
Un confronto che si inserisce in un quadro competitivo globale
L’incontro al Masaf rappresenta un nuovo tassello nella strategia italiana di tutela del settore primario, in un contesto europeo sempre più esposto alla concorrenza internazionale e alle tensioni sui mercati agricoli.