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“Digenis Akritas” Poema Anonimo Bizantino

di Luca Monti
venerdì 11 Luglio 2025 · 18:58 · 3 min di lettura
“Digenis Akritas” Poema Anonimo Bizantino

In un momento storico, come quello attuale caratterizzato da conflitti irrisolti da decenni che altro non sono che il riflesso di uno scontro fra culture, che si trascina da secoli, assume particolare importanza il libro edito dalla Giunti ed intitolato: “Digenis Akritas”. Come spiega il sottotitolo, si tratta di un “poema anonimo bizantino” che racconta come le visioni culturali fra oriente ed occidente, fossero già in epoca medievale ben distinte fra loro, anche nell’ambito della letteratura epica. In occidente, l’eroe epico medievale, è, infatti, colui che rispetta le regole cavalleresche e segue un percorso amoroso lineare e ben definito. Nell’epica bizantina, invece, che non è legata ai canoni cavallereschi europei, l’eroe, appare come un guerriero anarchico, espressione di una terra percepita, dai suoi abitanti come confine e non centro dell’impero. Il cavaliere europeo, infatti, viene quasi sempre da famiglie nobili ed è dunque influenzato da una sorta di galateo aristocratico, un codice non scritto di comportamento che ne limita il libero arbitrio in determinate situazioni. Il cavaliere bizantino, invece, è un “Digenis Akritas” appunto, una sorta di “Guardiano del Confine” che non è solo quello geografico da difendere, ma anche quello tra la vita e la morte, definita Thanatos, alla greca, ma anche Charon, termine che poi Dante, vero ponte tra due mondi prese per dare il nome a Caronte, traghettatore delle anime all’Inferno. Ecco potremmo definire l’epica bizantina, quasi come infernale, intesa non come declamazione degli orrori degli inferi, ma come della ineluttabilità di un passaggio attraverso gli stessi, una sorta di “perdete ogni speranza o voi che entrate”. Questo libro risulta quindi utile, per comprendere il carattere degli orientali e di come, essi, siano rimasti in qualche modo impermeabili, rispetto a noi europei, al fascino della mondanità e del materialismo e per questo sono “nemici” pericolosi, perchè sanno combattere senza rispettare le regole del gioco. Tra il guerriero europeo, antico e nostro contemporaneo e quello bizantino, c’è la stessa differenza che corre tra un atleta che pratica discipline da combattimento in maniera professionistica ed il cosiddetto street fighter. Su un ring, probabilmente vincerebbe l’europeo, ma su una strada non c’è regola che tenga e lo street fighter, avrebbe sicuramente la meglio, in quanto pronto ad usare tecniche considerate scorrette ma efficaci per la vittoria. “Insomma “Digenis Akritas” è un libro da leggersi come un avvertimento ai governanti occidentali, a non proseguire sulla strada di una guerra, che invece l’Europa, pare voglia combattere a tutti i costi contro un nemico che dispone di mezzi potenti, ma soprattutto di una superiore mentalità bellica, rispetto alla nostra.

Luca Monti