Dalla Genesi all’Apocalisse, il ponte di Luciano Manara alla Biennale di Viterbo (VIDEO)
Celleno (VT) – Luciano Manara ha esposto sabato alla nona Biennale di Viterbo “Appartenenza e Radici: opportunità od ostacolo?” un’opera che intreccia Antico e Nuovo Testamento in un unico dialogo visivo. Un lavoro che conferma la sua ricerca sul confine tra memoria e rinnovamento, dove la tradizione non viene citata ma reinterpretata.
La cornice non è casuale. Celleno, nel cuore della Tuscia viterbese, è conosciuta come “il borgo fantasma”: il nucleo antico, abbandonato nel corso del Novecento a causa di frane e terremoti, è rimasto sospeso nel tempo, con le sue case svuotate e la piazza dominata dal castello Orsini. Negli ultimi anni il borgo è rinato proprio grazie alla cultura – restauri, eventi, mostre – trasformandosi in una delle mete più suggestive del Lazio per chi cerca luoghi fuori dai circuiti di massa, a pochi chilometri da Civita di Bagnoregio, “la città che muore”.
Difficile immaginare un palcoscenico più coerente per un’opera che parla di passaggio tra un prima e un dopo: un paese che ha conosciuto il proprio esodo e la propria rinascita ospita un lavoro che unisce Genesi e Apocalisse, principio e compimento.
La mostra è visitabile fino al 30 ottobre.