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“Why Not?”: il Vito Gurrado Museum ha acceso i riflettori sullo shooting dell’anno a Bari

di Luca Monti
giovedì 4 Giugno 2026 · 11:33 · 6 min di lettura
“Why Not?”: il Vito Gurrado Museum ha acceso i riflettori sullo shooting dell’anno a Bari

Il Vito Gurrado Museum, museo itinerante dedicato alle opere dell’artista barese Vito Gurrado, ha concluso il mese di maggio, con una performance che potrebbe cambiare i paradigmi della storia dell’arte ed i rapporti tra quest’ultima e la società europea. In Europa, infatti, si è creata nel corso dei secoli, una sorta di pensiero collettivo puritano che spesso “vede” e giudica l’arte contemporanea, in base non, come sarebbe logico, a canoni estetici ma morali, che vanno a colpire alcune opere specifiche, spesso nudi femminili considerate oscene, se non addirittura espressione della cultura cosiddetta “patriarcale”. E’ pur vero che esistono opere di tal genere, ma nella maggior parte dei casi, si tratta di arte vera, come nel caso di “Nu assis au collier” un nudo femminile dipinto nel 1917 da Amedeo Modigliani ed esposto nell’unica mostra personale, che l’artista fece nella sua vita, presso la galleria Berthe Weill, a Parigi, che venne addirittura chiusa dalla polizia francese per oscenità.

Ci domandiamo, osservando la foto che ritrae l’opera, che il prossimo 24 Giugno, andrà all’asta da Sotheby’s, a Londra, con un prezzo stimato di 45 Milioni di Sterline, che la rende il dipinto dell’artista dal valore più elevato mai offerto sul mercato europeo, cosa vi sia di osceno in essa. Il problema, è che, nella nostra società, esistono alcuni tabù ancestrali, tra i quali persiste quello della raffigurazione corporea dell’essere umano, in una sorta di somatofobia. Ecco che l’evento “Why Not?” del Vito Gurrado Museum, che già nella formula interrogativa del titolo, si pone come provocazione, infrange questa somatofobia nell’arte svolgendosi presso la palestra Gym Italy, di Bari, luogo che rappresenta una sorta di tempio della scolpitura del corpo umano.

Questo dirompente shooting, ha inaugurato il nuovo percorso del Vito Gurrado Museum con un’evoluzione che non spezza il legame con il suo passato, ma si inserisce in un cammino continuo, con un percorso parallelo e complementare al concept originario del Museo, che, si pone come itinerante, ma continua a risiedere, in esclusiva, nelle prestigiose sedi baresi di Banca Generali Private grazie alla sinergia tra il Maestro Vito Gurrado e Francesco Notaro, Private Banker dell’istituto e fondatore del movimento di Home of Art nell’ambito del quale si è svolto l’evento, definito dallo stesso Francesco Notaro, come:

“un vero e proprio movimento che porta l’arte a vivere ovunque. In un museo, in una piazza… o in una palestra.”

L’evento ha certamente superato e ridefinito i confini tra ricerca estetica e puro glamour dando una vera scossa vitale al panorama culturale non solo barese, ma italiano in generale, perchè, a quanto ci risulta, è la prima esperienza del genere a livello nazionale che attraverso la trasformazione del corpo umano nella nuova tela, ma senza interventi diretti sullo stesso, come nel body painting o nei tatuaggi, ha trasportato Prestigio, Arte ed Eleganza in sala pesi.

Al centro della scena, infatti, spiccava la triade, che definisce l’anima del Museo: Prestigio, Arte ed Eleganza, appunto, elementi che hanno trovato una declinazione potente nel contrasto visivo con l’ambiente ginnico.

Le sculture, le tele ed i gioielli del Maestro Vito Gurrado, hanno dialogato splendidamente con le creazioni di tre eccellenze della moda: i brand Maria Elena Di Terlizzi, RossoRame e CorSineLabeDoli, con il tocco sofisticato delle acconciature dell’hair stylist Gianluca Amatulli. Il Vero colpo di genio dell’evento, tuttavia, è stata la scelta dei protagonisti. Nessun modello era, infatti, professionista e tutti i performers erano persone comuni, frequentatori della palestra prestati per un giorno alle immagini patinate della moda e dell’arte. La fatica quotidiana ed i loro muscoli in tensione, sono diventati materia narrativa, permettendo al pubblico di non limitarsi a osservare l’opera, ma di abitarla e viverla, i più fortunati anche indossandola. L’arte di Vito Gurrado, quindi, è andata oltre le pareti e persino, oltre la metafisica, trasformando la bellezza in partecipazione collettiva. Roberto De Giosa Assistente alla Direzione Artistica dell’evento, lo ha definito:

“Un battito collettivo reso possibile grazie alla complicità di Davide Vox e di tutto il team di Gym Italy, che hanno rappresentato un dietro le quinte intenso e vulnerabile .”

La vulnerabilità del dietro le quinte, da intendersi come espressione delle emozioni collettive dei veri protagonisti, che, come detto, erano i performers non professionisti, è stata confermata dalle parole della stilista Maria Elena Di Terlizzi:

“Il dietro le quinte è stato un concentrato di emozioni vere: entusiasmi stellari, fragilità e tensioni.”

Un successo di tale portata nasce sempre da un lavoro corale e per questo, nel tracciare il bilancio della serata il Maestro Vito Gurrado, ha tenuto a non dimenticare nessuno di coloro che hanno reso concreta la sua visione artistica, innanzitutto CNA FederModa Puglia, partner fondamentale nel sostenere il talento e le contaminazioni con il mondo del fashion. Un plauso del tutto speciale è stato rivolto dal Maestro Gurrado, a Maria Elena Di Terlizzi, per il suo prezioso lavoro di mediazione e ricerca, grazie al quale è stato possibile schierare gli splendidi abiti firmati da lei stessa e le creazioni di RossoRame e CorSineLabeDoli. Un ringraziamento strategico e sentito è stato fatto anche a Francesco Notaro, nella sua duplice ed essenziale veste di Private Banker di Banca Generali Private e Founder di Home of Art, per aver dimostrato ancora una volta come la finanza e la grande bellezza possano generare sinergie straordinarie. Il Maestro Gurrado, ha espresso la sua gratitudine anche ad A.N.A.S. Puglia ed al suo vulcanico Presidente, Luigi Favia, che ha sposato fin da subito l’energia progettuale dell’evento. Per la traduzione visiva dell’intero concept, il plauso è andato all’occhio attento di Nico Fiermonte ed all’eccellente team di MAG Studio di Adelfia, capaci di imprimere negli scatti ogni singola vibrazione di luce e movimento. Infine, un ringraziamento del tutto speciale è stato dedicato a Davide Vox, in qualità di padrone di casa, per la concessione dello spazio di GymItaly, un partner audace nel trasformare, per una notte, la sala pesi nella galleria d’arte più cool della città. In conclusione possiamo dire che vi sono nuovi scenari all’orizzonte per l’arte, in quanto
Vito Gurrado, al quale si riferisce la foto seguente, ha dimostrato ancora una volta il coraggio di creare esperienze totali, connettendo mondi distanti come lo sport, il design e l’alta moda, dimostrando così, che la cultura non ha bisogno di recinti protettivi per esistere.

Questo primo capitolo ha tracciato la strada, ma il movimento è appena iniziato e cerca già nuove alleanze. Chi vorrà essere il prossimo laboratorio sperimentale pronto a raccogliere la sfida e continuare il cammino del “WhyNOT?”

Luca Monti