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Il 12 Febbraio del 1580 nacque a Roma l’architetto Giulio Cesare Fontana

di Luca Monti
mercoledì 12 Febbraio 2025 · 20:18 · 3 min di lettura
Il 12 Febbraio del 1580 nacque a Roma l’architetto Giulio Cesare Fontana

Il 12 Febbraio del 1580 nasceva, a Roma, l’architetto Giulio Cesare Fontana. Figlio d’arte del famoso Domenico Fontana, anch’egli architetto, si formò presso quest’ultimo che dopo avergli insegnato l’arte, lo porto con sè a Napoli, dove aveva ricevuto commesse importanti e prestigiose. Alla morte del padre, nel 1607 Giulio Cesare Fontana, divenne ingegnere maggiore del Regno di Napoli realizzando palazzi e chiese in tutta la Campania. Giulio Cesare Fontana, morì a Napoli il 9 Giugno del 1627. L’opera che vi propongo è: “Il Palazzo del Museo Archeologico di Napoli”. Costruito nel 1586 come caserma di Cavalleria, da cui prese il nome di “Cavallerizza” il palazzo rimase incompiuto per la mancanza di acqua in quella zona della città, che rendeva impossibile mantenervi i cavalli. Nel 1612 l’allora viceré, Pedro Fernández de Castro, decise di ristrutturare l’edificio ed ampliarlo, per farne il “Palazzo dei Regi Studi” vale a dire la sede dell’Università di Napoli incaricando dei lavori il Fontana. L’architetto realizzò l’attuale ingresso principale del museo, con un ampio atrio centrale che si apre a sud e chiuso sul fondo, da una grande aula absidata destinata alle solenni adunanze, la cosiddetta “Sala dei Concorsi” illuminata da alcuni finestroni e al di sopra dell’atrio, un ampio salone per la biblioteca. Ai lati invece, simmetricamente, realizzò due cortili quadrangolari, circondati da porticati sui quali si aprivano le diverse aule. L’aspetto esterno, oggi si presenta diverso da come lo aveva realizzato il Fontana, con l’ingresso principale fiancheggiato da due colonne in marmo e due finestroni, stemmi al di sotto dei balconi, finestroni per la biblioteca, ed in cima un frontone. La facciata delle ali laterali, distinte dal solo piano terra era poi caratterizzata da grandi finestre con timpani decorati agli apici da vasi e medaglioni contenenti dei busti, alternati a nicchie contenenti delle statue. Questi elementi sono tuttora visibili consultando diverse stampe dell’epoca, che riportavano le fattezze originali del palazzo, volute dal Fontana. Nella foto, si possono ritrovare all’interno gli elementi che l’architetto aveva realizzato in particolare il contrasto cromatico e di forme, tra il lato in mattoni sulla destra, che appare squadrato ed il fondo del porticato in pietra con gli archi, che vennero chiusi, a causa di alcuni cedimenti strutturali dovuti a dei sismi, che avevano colpito la città, nell’ultimo trentennio del ‘600. Gli archi del Fontana, sono stati riaperti nel 1986 quando fu posta in opera anche la vetrata monumentale a sinistra nella foto, che contribuisce a dare luminosità agli ambienti, oltre che a rinforzarne la staticità ed a permettere la conservazione e la visione delle statue in collezione, al riparo dalle intemperie.

Luca Monti