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Hypnos e la provocazione della “Lirarte”

di Luca Monti
giovedì 25 Giugno 2026 · 12:41 · 4 min di lettura
Hypnos e la provocazione della “Lirarte”

Può il credito essere garantito dalla bellezza? È la domanda, volutamente provocatoria lanciata da Hypnos, pseudonimo di Gilberto Di Benedetto, psicologo, psicoeconomista, artista metafisico e provocatore sociale seriale, attraverso una proposta che ha già iniziato a suscitare curiosità e dibattito: la creazione della LirArte, un certificato di proprietà simbolicamente collegato al patrimonio artistico e culturale italiano. Attenzione non si tratta di una riproposizione in forma diversa, dei cosiddetti, NFT, che sono strumenti speculativi, ma piuttosto di una rivisitazione della vecchia cambiale, che pur con tutti i suoi difetti aveva fatto crescere la nostra economia. L’idea nasce da una riflessione tanto semplice quanto radicale: se il valore dei metodi di pagamento moderni, dipende dalla fiducia collettiva, perché non ancorare tale fiducia alla più grande ricchezza reale di cui dispone il nostro Paese? Secondo questa visione, l’Italia, non è soltanto una nazione con un importante patrimonio culturale, ma custodisce una concentrazione unica al mondo di storia, arte, architettura, tradizioni e conoscenze accumulate nel corso dei millenni. Dalle città d’arte ai siti archeologici, dalle biblioteche ai musei, dalle cattedrali ai centri storici, il patrimonio italiano rappresenta un capitale che nessun mercato è realmente in grado di valutare.

“Quanto vale il Colosseo? Quanto vale Venezia? Quanto vale la Cappella Sistina?” domanda provocatoriamente Hypnos. “Esistono beni che non possono essere misurati soltanto attraverso il prezzo.”

La proposta della LirArte, non viene presentata come un progetto di sostituzione dell’Euro o come un’iniziativa monetaria, ma si configura come una riflessione sul significato stesso della ricchezza. Nella lettura di Hypnos, la società contemporanea tende sempre più ad identificare il valore con il profitto e la crescita economica con il benessere umano. Una coincidenza che, secondo il provocatore sociale, merita di essere rimessa in discussione.
Da qui l’idea di una forma creditizia, che abbia come riferimento simbolico non l’oro, non il debito e nemmeno la forza dei mercati finanziari, bensì la cultura. Una provocazione che porta inevitabilmente a interrogarsi su cosa sia realmente la ricchezza di una comunità.
L’aspetto più originale della proposta riguarda il meccanismo di emissione. Nella visione elaborata da Hypnos, la LirArte, infatti, non nascerebbe dal debito ma dalla compartecipazione. Il suo valore verrebbe generato attraverso attività, capaci di accrescere il patrimonio materiale ed immateriale della collettività. Educazione, trasmissione delle competenze, tutela del territorio, iniziative culturali, volontariato, recupero delle tradizioni locali, valorizzazione dei beni storici e artistici: sarebbero questi gli elementi in grado di “coniare” nuova ricchezza. Non una moneta, che premia l’accumulazione, dunque, ma un certificato di credito, che riconosce il contributo offerto alla comunità. Un principio che richiama alcune esperienze di economia civica e di valute complementari, sviluppate in varie parti del mondo, pur mantenendo una forte caratterizzazione culturale e identitaria.
Al di là della fattibilità economica, la LirArte, sembra voler riportare al centro una questione più ampia. In un tempo dominato dalla digitalizzazione, dall’automazione e dalla crescente finanziarizzazione dell’economia, quale posto occupano la cultura, la memoria storica e la partecipazione civica? Per Hypnos, il patrimonio più prezioso di una nazione non si trova nei mercati finanziari ma nelle persone, nelle loro conoscenze, nella loro creatività e nella capacità di costruire relazioni sociali. La LirArte, diventa così il simbolo di una diversa idea di sviluppo, data dalla capacità di immaginare un’economia che riconosca come ricchezza anche ciò che oggi non compare nei bilanci, ma che rende una comunità viva, coesa e capace di progettare un futuro. Che la proposta resti una suggestione teorica o possa trasformarsi in qualcosa di più concreto, il dibattito che apre appare destinato a toccare temi centrali del nostro tempo: il rapporto tra economia e cultura, tra valore e prezzo, tra crescita materiale e qualità della vita. Ed è forse proprio questa, nelle intenzioni del suo ideatore, la funzione principale della LirArte: non tanto offrire una risposta definitiva, quanto costringere a formulare domande che raramente trovano spazio nel dibattito pubblico.

Francesca Triticucci