mercoledì, 20 maggio 2026


Con Tarquinio il Superbo, che fu l’ultimo dei sette re, si verificò la caduta del sistema monarchico dell’antica Roma, al quale si sostituì, una repubblica governata da un’oligarchia aristocratica. In pratica al potere del re, si sostituì quello dei nobili o patrizi, termine che pare prendere origine da “potresti, titolo che veniva attribuito ai membri del Senato. Essi appartenevano alle più antiche famiglie romane, in prevalenza proprietarie terriere, che si supponevano essere discendenti dai padri fondatori di Roma e nel periodo monarchico, erano stati i soli a collaborare con il re ed a partecipare al governo. Nel nuovo ordinamento repubblicano, invece grazie al valore sociale ed alle enormi ricchezze di cui disponevano i Patrizi, solo questa classe sociale aveva diritto di accesso alle cariche più alte ed esclusive quali, le alte magistrature e gli ordini sacerdotali. I Patrizi, tendevano a mantenere in modo tenace, a conservare i privilegi, acquisiti fin dalla nascita ed a non lasciarseli portare via, contraendo matrimonio solo con donne di estrazione patrizia. La posizione sociale dei plebei,con l’istituzione di una repubblica aristocratica era quindi andata a peggiorare. Essi di solito erano piccoli proprietari terrieri, che vivevano del loro raccolto ed erano stati molto indeboliti dal punto vista economico, per le continue guerre con gli Etruschi ed i Latini. I loro terreni rimanevano incolti nella migliore delle ipotesi, o peggio ancora, subivano devastazioni e saccheggi. Quando venivano chiamati alle armi, non percepivano uno stipendio e dovevano dunque provvedere di tasca propria a comprarsi l’armamento necessario. Si era creata quindi, una situazione esplosiva dal punto di vista sociale, che poneva i plebei, in continua lotta con la classe sociale dominante cioè i ” Patrizi”. Questo scontro politico ed economico sfocera’ con il famoso “Aventino” sul quale i plebei si ritireranno per protestare contro questa discriminazione palese nei confronti della loro classe sociale. Da questo episodio, nasce il detto “ritirarsi sull’Aventino” riferito a forze politiche, che per protesta scelgono di non partecipare ai lavori parlamentari.

Roberto d’Amato





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