Vai al contenuto

Breve biografia di Rosalba Carriera famosa pittrice del XVIII secolo

di redazione
sabato 28 Dicembre 2024 · 23:22 · 4 min di lettura
Breve biografia di Rosalba Carriera famosa pittrice del XVIII secolo

Questa donna grandiosa e bravissima, è una figura chiave del Settecento artistico ed ancora oggi rappresenta un’icona femminile della pittura italiana, essendo stata, fra l’altro la prima artista ad utilizzare l’avorio, come base per le miniature. Non è un caso dunque, che sia stata la prima artista donna, cui la società aristocratica dell’epoca aprì le porte di corti reali e palazzi. Nacque a Venezia il 7 ottobre 1675 in una famiglia, relativamente benestante, originaria di Chioggia. Suo padre, infatti, era un funzionario della Repubblica e la madre Alba, merlettaia. Sin da bambina studiò musica, letteratura e lingue straniere ed iniziò insieme alle sue sorelle la propria esperienza artistica con il merletto, seguendo la tradizione materna. Dopo questa importante esperienza con il merletto, si mise a disegnare col suo stile personalissimo, delle miniature su avorio, che fu, come detto, la prima ad utilizzare. A quattordici anni frequentò la bottega del pittore Giuseppe Diamantini, anche se probabilmente la figura più importante nella sua formazione artistica, fu quella di Antonio Balestra, pittore ed incisore romano trasferitosi a Venezia nel 1690. Dotata di intelligenza vivace e di una grande profondità, Rosalba Carriera diede vita ad un fermento femminile, artistico e sociale, che a fine secolo raggruppò molte altre donne, tra le quali, le due pittrici Felicità Sartori e Marianna Carlevarijs, desiderose di manifestare la propria libertà, nel pensiero e nel costume. Ella si fece notare all’inizio, come detto, per i suoi lavori fatti con l’avorio, ma si impose con i pastelli, diventando un’ottima ritrattista, ricercata tra i nobili ed i sovrani, tra i quali ritrasse Luigi XV di Francia, ma molti altri le chiesero ritratti e miniature, come Federico IV di Danimarca, il principe di Sassonia ed i duchi di Vienna, che l’invitarono alla loro corte, dove esegui il ritratto del Metastasio. E poi ritrasse molte nobildonne veneziane come Caterina Sagredo Barbarigo, Isabella Pisani, Lucrezia Basadonna Mocenigo e Mariella Correr. L’aspetto più interessante dei ritratti che realizzava, era la capacità di carpire l’aspetto psicologico del soggetto che si faceva ritrarre, mentre la sua grande maestria tecnica, stava nel saper dosare i pennelli, che le permise di entrare come pittrice, nelle Accademie più importanti d’Europa, all’epoca riservate solamente agli uomini. Nel 1705 venne, infatti, ammessa all’Accademia Nazionale di San Luca, a Roma. Nel 1716 conobbe un famoso critico ed esperto d’arte francese, Pierre Croizat, che quattro anni più tardi la invitò a trascorrere un periodo a Parigi. Nella capitale francese, all’apice della sua gloria, entrò a far parte dell’Accademia Reale di Pittura e Scultura, influenzando molto l’evoluzione del rococò francese. Poi richiamata dalla sua Venezia, fece ritorno nella città lagunare dove continuò con la sua attività artistica di ritrattista. Non si sposò mai per essere libera di esprimere il proprio pensiero, senza essere influenzata da altre figure. Nel 1738 la morte della sorella Giovanna, alla quale era molto legata, come dimostra la foto di copertina ed a corredo dell’articolo, che è un suo celebre autoritratto, mentre tiene in mano quello dello sorella, la fece cadere in depressione. Nel 1746 si sottopose ad un intervento chirurgico per recuperare la vista, messa a dura prova, dal suo ultradecennale lavoro, ma andò male e durante gli ultimi dieci anni della sua vita, non dipinse più, perché la cecità si era impadronita di lei. Rosalba Carriera, morì il 15 settembre 1757 a Venezia e fu sepolta nella Chiesa di San Vio, dove era già stata sepolta la sua amata sorella Giovanna. La Chiesa di San Vio, venne chiusa nel 1808 e demolita nel 1813 come le tombe delle due sorelle Carriera e quindi oggi, le sue spoglie mortali, non sono omaggiabili, ma resta viva comunque la sua memoria di grande donna e di grande artista.

Roberto d’Amato