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Roma, Galleria Borghese, fino al 20 settembre

«Metamorfosi. Ovidio e le arti», il poema che è già dentro le pareti della Borghese

Oltre ottanta opere da musei europei e americani, in una villa che sul testo di Ovidio era già stata costruita.

di redazione
lunedì 3 Agosto 2026 · 01:46 · 3 min di lettura
Ph: A.Novelli

Chi arriva davanti al Casino nobile difficilmente immagina che quelle sale siano state riorganizzate, alla fine del Settecento, attorno a un libro. Quando Marcantonio IV Borghese affidò ad Antonio Asprucci il riassetto della villa, le sculture vennero portate al centro degli ambienti e l’apparato decorativo costruito sulla trama delle Metamorfosi di Ovidio. Da qui parte la mostra aperta il 23 giugno e visitabile fino al 20 settembre.

Le opere riunite sono oltre ottanta, in parte prestate da musei europei e americani e in parte già della collezione. Curano Francesca Cappelletti e Frits Scholten, in un progetto condiviso con il Rijksmuseum di Amsterdam.

Il percorso si articola in otto sezioni, dalla creazione del mondo al potere dell’amore. Fra i prestiti l’Apollo e Dafne di Piero del Pollaiuolo dalla National Gallery, accostato al gruppo berniniano di casa, la Minerva e Aracne di Tintoretto dagli Uffizi, l’Orfeo ed Euridice di Rubens dal Prado e l’Eco e Narciso di Poussin dal Louvre. Allestimenti di Hubert Le Gall, catalogo in tre lingue.

Alla Borghese non si entra liberamente. L’ingresso avviene per turni orari e la prenotazione è obbligatoria per tutti i biglietti, gratuiti compresi, con due euro di supplemento. Intero sedici euro, ridotto due euro fra i diciotto e i venticinque anni. Aperto da martedì a domenica dalle nove alle diciannove, ultimo ingresso alle 17.45, chiuso il lunedì. Prenotazioni allo 06 32810.

Ph:A.Novelli

Francesca Cappelletti, direttrice della Galleria Borghese: «La Galleria Borghese è il luogo delle Metamorfosi: dalle piccole opere da collezione ai grandi dipinti rinascimentali e seicenteschi, ai gruppi berniniani, l’invenzione e le intenzioni di artisti e committenti dimostrano la conoscenza e il continuo riferimento al poema ovidiano, illustrato, interpretato, compreso anche nel dinamismo dell’immaginazione che attiva nel lettore e nello spettatore. Questa mostra, come le altre della Galleria Borghese, nasce quindi dal cuore della collezione e dal suo rapporto continuo con la poesia e con il giardino, da quel raccordo profondo fra arte e mondo naturale, fra racconto e immagine che pervade le Metamorfosi di Ovidio e che ritroviamo nelle collezioni seicentesche ambientate nello spazio delle ville. Ma in questo caso c’è una novità importante: la mostra è frutto di una collaborazione internazionale, con un altro grande museo. Per la prima volta nella storia della Galleria, abbiamo lavorato fin dal principio con il Rijksmuseum di Amsterdam all’elaborazione del progetto scientifico, alla richiesta dei prestiti per le due sedi e alla stesura congiunta del catalogo. Le mostre, intorno a una lista comune di opere, sono diverse perché ognuna ha interpretato lo spirito e gli spazi dei luoghi».