Cristiana Perrella e la sfida di un museo in cerca di sé
Dopo sei anni di sperimentazioni radicali, il MACRO cambia rotta. La neo-direttrice Cristiana Perrella presenta una stagione che punta su accessibilità e radicamento urbano, tra la mostra corale UNAROMA, la biblioteca che riapre e una nuova sala cinema. Il vero banco di prova arriverà a gennaio.

Cristiana Perrella ha trascorso l’estate del 2025 a ripensare il MACRO di Roma – un museo con sei anni di storia, un’identità ancora in formazione. La sfida era riposizionare senza negare le fasi precedenti.
Leggi tutto: Cristiana Perrella e la sfida di un museo in cerca di séPerrella ha diretto il Centro Pecci di Prato (2018–2021), il programma arti contemporanee della British School at Rome, fondato SACS al museo RISO di Palermo. Collaborazioni con MAXXI, Fondazione Prada, IKSV Istanbul. È curatrice internazionale, ma radicata nel territorio.
Riceve da Luca Lo Pinto – direttore uscente – un museo che ha proposto ricerca sul futuro. Museo per l’immaginazione preventiva ha messo il MACRO sulla mappa critica. Ha però distanziato il pubblico ordinario.
Perrella ha una diagnosi: il MACRO deve tornare a essere il museo di Roma. L’obiettivo è radicarlo nel tessuto culturale urbano, potenziandone la dimensione quotidiana, viva, accessibile. È rivendicazione politica: museo come spazio pubblico che parla la lingua della città.
La stagione autunnale (ottobre 2025 – febbraio 2026) è il manifesto. UNAROMA, mostra cardine con Lo Pinto, accoglie oltre 40 artisti romani. È visione parziale ma viva costruita su piano sequenza cinematografico. Sala principale in verde ospita opere, suoni, visioni. Umiltà curatoriale: il museo che non rappresenta tutto, ma abbraccia ciò che incontra.
A novembre debutta One Day You’ll Understand – 25 anni di Dissonanze: retrospettiva sul festival di musica elettronica (2000–2010) che trasformò Roma in crocevia internazionale. Una sala intera è dedicata all’ascolto.
Perrella riattiva le funzioni osmotiche: biblioteca storica, sala cinema da 100 posti, laboratori, nuovo ristorante sulla terrazza. Il museo non è scatola-espositiva – è uno spazio di abitazione condivisa. Ridefinizione pratica del ruolo nel tessuto urbano.
Il 1° novembre il MACRO ospita Una disperata vitalità di Enzo Cosimi – tributo a Pasolini.
Il banco di prova è gennaio 2026. Se il pubblico romano riconosce se stesso in UNAROMA, se la biblioteca ritrova lettori, se la sala cinema ospita conversazioni vere, Perrella avrà compiuto ciò che Lo Pinto rese possibile ma incompiuto: un museo che non sceglie tra radicalità e accessibilità, perché la vera radicalità contemporanea è l’ascolto.