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Anna Galdo (LIBRA) sollecita i cittadini: «Serve il contributo concreto del popolo per cambiare la legge elettorale, il solo dissenso sui social non è partecipazione»

di redazione
lunedì 4 Maggio 2026 · 12:55 · 2 min di lettura
Anna Galdo (LIBRA) sollecita i cittadini: «Serve il contributo concreto del popolo per cambiare la legge elettorale, il solo dissenso sui social non è partecipazione»

La manifestazione del 28 aprile davanti a Montecitorio, ha mostrato un divario evidente tra il consenso espresso online e la partecipazione reale. Nonostante l’iniziativa avesse raccolto un seguito significativo sui social, l’adesione fisica in piazza è stata definita dagli organizzatori «irrisoria» rispetto alle aspettative.

L’obiettivo primario di Libra è rilanciare il percorso democratico, lavorando alla definizione di un tavolo tecnico per una proposta di legge elettorale che permetta al popolo di scegliere i parlamentari esprimendo le preferenze. Così da restituire ai cittadini un ruolo più incisivo nella scelta dei propri rappresentanti.

Anna Galdo, si sta rivolgendo ai cittadini affinché il sostegno non resti confinato alle piattaforme digitali. «Una legge d’iniziativa popolare richiede partecipazione concreta e di massa – ha dichiarato – Il dissenso espresso sui social non può sostituire la presenza fisica alle iniziative e il contributo attivo nei processi democratici».

Il messaggio, rivolto soprattutto a quella parte di opinione pubblica che segue con interesse le battaglie del gruppo ma non si traduce in partecipazione sul territorio, intende aprire una fase nuova; dalla discussione virtuale all’impegno civico tangibile. Il Gruppo Tecnico Popolare ha annunciato che nelle prossime settimane verranno calendarizzati nuovi incontri e consultazioni aperte, con l’obiettivo di raccogliere contributi, proposte e adesioni per strutturare la bozza di riforma elettorale.

Anna Galdo ha ribadito che il percorso sarà tanto più efficace quanto più riuscirà a coinvolgere cittadini, associazioni e realtà civiche. «La democrazia – sostiene – non si difende con i like, ma con la partecipazione».


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