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L’analisi di Diego Fusaro sugli studenti che rifiutano la prova orale all’esame di maturità

di Luca Monti
domenica 13 Luglio 2025 · 21:08 · 4 min di lettura
L’analisi di Diego Fusaro sugli studenti che rifiutano la prova orale all’esame di maturità

Sta facendo discutere il fenomeno che quest’anno ha caratterizzato l’esame di maturità, vale a dire il rifiuto da parte degli esaminandi di sostenere la prova orale. La tesi portata avanti dai ragazzi protagonisti, è quella di una protesta verso il sistema scolastico, considerato poco attento alle vere esigenze degli studenti ed orientato solo ai voti. Chi scrive appoggia la protesta in quanto, secondo molti analisti, sarebbe in corso, un fenomeno di disumanizzazione, soprattutto a livello di scuola superiore ormai orientata al profitto degli studenti ed al numero delle loro iscrizioni, anzichè alla formazione e cura degli stessi, che dovrebbe essere, invece lo scopo principale di un’istituzione scolastica. Inoltre sta emergendo da più parti un aumento preoccupante dei casi di certificazioni di problematiche, legate a disturbi dell’apprendimento, che da un lato deve doverosamente far riflettere sul disagio giovanile in corso, ma dall’altro potrebbe anche nascondere un business, in quanto gli studenti certificati, godono per legge di privilegi nel percorso scolastico, quali ad esempio le interrogazioni programmate e dunque potrebbe essere un escamotage per concludere il proprio percorso scolastico in modo agevolato a discapito della meritocrazia. Si tratta del resto della stessa accusa rivolta dal lato degli insegnanti, ai ragazzi protagonisti del rifiuto di presentarsi agli orali. Qualunque sia la verità, a nostro avviso, è prioritario riconsiderare il rapporto umano tra insegnanti e studenti, senza il quale non può esistere una formazione scolastica degna di tale nome. Dietro ogni studente, infatti, vi è una storia personale e familiare, che andrebbe compresa, perchè essa si riflette, nel bene e nel male, sull’andamento scolastico. Non è più tempo di una scuola nozionistica, ma di una scuola comprensiva ed inclusiva, che sappia capire quanto più possibile, i disagi di ciascuno, per poter così favorire anche risultati migliori, perchè se c’è un disagio inespresso questo può portare a voti più bassi, a parità di impegno, rispetto ad altri studenti. Lasciamo tuttavia la parola a Diego Fusaro, noto filosofo, che sulla questione, la pensa in modo diverso rispetto al nostro ed ha dichiarato:

“Si sta affermando una nuova curiosa tendenza, direi quasi una moda, riguardante studenti che, all’orale della maturità, scelgono di stare in silenzio, rifiutandosi di sostenere l’esame e mettendo magari anche in discussione lo stesso sistema dei voti. Già diversi casi, si sono registrati in questo senso. In questo modo l’esame di maturità si capovolge in esame di immaturità: più precisamente, nell’incapacità di affrontare una prova, nella volontà di sottrarsi al primo dei tanti esami a cui la vita ci sottoporrà. Perfino il ministro Valditara, è dovuto intervenire, precisando che chi si rifiuta di sostenere l’esame orale della maturità, verrà da ora in poi bocciato. Non possiamo certo generalizzare, considerato il fatto che la massima parte dei giovani continua a studiare con serietà ed a sottoporsi con rigore all’esame di maturità. Tuttavia, questa nuova tendenza, per quanto marginale, chiede di essere analizzata criticamente in relazione con il nostro tempo: le nuove generazioni, native a capitalismo integrale e vissute nell’epoca dell’evaporazione del padre, hanno già in parte metabolizzato, lo spirito del nostro tempo ed il suo abbattimento di ogni legge, di ogni confine e di ogni tabù. Si è, a questo proposito, parlato di snowflake generation, ossia di generazione fragile come i fiocchi di neve, che, come è noto, si sciolgono appena toccano il suolo. Si va dunque verso l’abolizione dell’esame di maturità e del sistema dei voti? Riteniamo che ciò sarebbe profondamente sbagliato, considerato il fatto che è bene fin da giovani abituarsi alle prove ed agli ostacoli che la vita ci pone dinanzi. La prova di maturità, è una prima piccola sfida che incontriamo nella nostra vita e che richiede serietà e rigore, studio e dedizione. Ci educa a metterci alla prova ed a prendere coscienza del fatto che la vita, è fatta anche di questo. Siamo passati da un’epoca in cui la legge soffocava il desiderio, com’era prima del ’68 a un tempo in cui il desiderio tende a sovrastare la legge e ad ergersi a unica legge possibile, abbattendo ogni regola e ogni norma, come si conviene alla società della deregolamentazione economica ed antropologica che stiamo, nostro malgrado, già da tempo sperimentando.”

Luca Monti