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Il 10 Febbraio del 1585 nasceva a Roma il pittore Angelo Caroselli

di Luca Monti
lunedì 10 Febbraio 2025 · 20:47 · 3 min di lettura
Il 10 Febbraio del 1585 nasceva a Roma il pittore Angelo Caroselli

Il 10 febbraio del 1585 nasceva a Roma, il pittore Angelo Caroselli. Si formò artisticamente come autodidatta, replicando efficacemente Raffaello e Tiziano, prima di venire, come quasi tutti i pittori, in quel periodo a Roma, influenzato dallo stile del Caravaggio. Dipinse in prevalenza soggetti religiosi ed allegorici ma vi sono tuttora in discussione una trentina di opere, che gli studiosi prima attribuivano al Caroselli, ma dopo nuove ricerche, si è fatta strada l’ipotesi che a dipingerle possa essere stato un altro artista comunque molto vicino a lui, dunque suo allievo, che, ignorandone la vera identità, viene convenzionalmente chiamato “Pseudo Caroselli”. Personalmente propendo per l’ipotesi del figlio, Carlo figura ancora poco studiata, ma che, certamente fu allievo del padre e dunque potrebbe averne assunto le caratteristiche di stile e perchè no l’identità. Comunque sia, Angelo Caroselli, morì a Roma l’8 aprile del 1652. L’opera che propongo è: “Madonna con Bambino, Santa Elisabetta e San Giovannino” un olio su tavola di 28 cm x 19,9 cm, di proprietà privata, quindi non visibile. Si tratta probabilmente di una delle opere controverse, delle quali ho parlato nel corpo della descrizione dell’artista, perchè, oltre ad essere stata attribuita in precedenza, a Pietro Facchini, pare essere una copia di un altro dipinto, questo quasi sicuramente di mano del Caroselli, in quanto viene descritto da Daniela Semprebene, nel 2011 come recante il monogramma “A” che starebbe per Angelo, sotto il piede del San Giovannino, cosa che non si riscontra nell’opera da me proposta, che quindi andrebbe studiata più a fondo per stabilirne una paternità certa. Dal punto di vista iconografico, la santa presente nella scena, rappresentata in età matura e con un velo sulla testa, potrebbe essere facilmente identificata con Sant’Anna, ma appare più probabile che si tratti, invece, di Santa Elisabetta, in quanto è raffigurata in associazione a San Giovanni Battista, da bambino. La scena si svolge, in quella che pare essere l’intimità di una conversazione, con Santa Elisabetta, che sostiene e conduce dolcemente la mano del Bambin Gesù, verso la Colomba, simbolo dello Spirito Santo, mentre dall’altro lato della composizione, il San Giovannino, mostra alla Vergine in Trono l’iscrizione stampata su un cartiglio: “Ecce Agnus Dei”. Il gruppo di figure, dipinto a forma piramidale pare essere situato all’esterno di una sorta di gazebo, con le due aperture sulla destra e sulla sinistra, che si perdono in lontananza nell’azzurro del paesaggio e del cielo, rendendo l’opera inquadrabile stilisticamente, tra i cosiddetti, dipinti da stanza, che all’epoca decoravano le pareti delle camere da letto delle famiglie nobiliari.

Luca Monti