Oronzo Canà compie 40 anni, Banfi: “Mi offrirono anche delle vere panchine”

2 Luglio 2024 pubblicato in Eventi e Spettacoli


Oronzo Canà fa 40 anni. Non lui, l’allenatore della Longobarda che dal cinema si fece carne diventato quasi vero. Il personaggio che Lino Banfi interpretò rendendolo a suo immortale: L’allenatore nel pallone. “Un cialtrone dotato di un po’ di coraggio e forse di tenacia”, lo racconta Banfi stesso intervistato dall’edizione pugliese del Corriere del Mezzogiorno.

“Gli devo senza dubbio molto. Ma non esageriamo. Prima dell’Allenatore nel pallone avevo già fatto moltissimi film, compreso Vieni avanti cretino. Che mi dicono essere il film più utilizzato per meme e reel in Italia, questi nuovi codici per trasmettere i nostri stati d’animo sui social”.

Grazie a quel film Banfi divenne amico di Falcao: “Era nata una bella amicizia, anche se nel film ne ho un po’ strapazzato il cognome dicendo a un certo punto “Falcao, Falcon, come chezzo si dice”… E succede che questo ragazzone brasiliano s’innamora della mia famiglia, oltre a fare un po’ il mollicone con mia figlia Rosanna (…) un giocherellone come Falcao avrei anche potuto averlo come genero. Chissà che sarebbe successo con una coppia come la nostra. Poi le cose sono andate diversamente, ed è stato meglio per tutti che ciascuno abbia preso la propria strada”.

Canà ha bucato la quarta parete, per molti era un vero allenatore. Tanto che “ci furono un po’ di presidenti di squadre minori, soprattutto tra i dilettanti, che in maniera provocatoria e goliardica mi offrirono la panchina delle proprie squadre. Insomma di fare l’allenatore per davvero. Se esistesse davvero uno squinternato come Oronzo Canà bisognerebbe bonariamente preoccuparsi. Oddio, con la sua bizona oggi potrebbe addirittura fare scuola ad allenatori blasonati che forse non hanno più niente da dire e non se ne accorgono. Ma Oronzo Canà appartiene alla mitologia, è un’icona del qualunquismo che diventa talento e del coraggio che proietta le persone oltre ogni limite. Ma se la seconda caratteristica è anche molto positiva, la prima resta un limite invalicabile”.

(Fonte agenzia Dire – www.dire.it)






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