Tutti noi possiamo fare qualcosa per difendere il Made in Italy, che è qualcosa di più, di un generico marchio su qualche prodotto, poichè rappresenta nell’immaginario collettivo globale, la genialità italiana che da sempre tutto il mondo ci riconosce. Ma veniamo al punto cruciale della questione. Perchè dovremmo impegnarci a difendere il Made in Italy? La risposta è semplice: ci troviamo di fronte ad un vero e proprio business, di falsi prodotti Made in Italy, che fanno perdere alla nostra economia decine di miliardi di euro ogni anno, oltre a danneggiare l’immagine del nostro Paese, perchè i consumatori esteri spesso, non sanno riconoscere i prodotti veri da quelli taroccati e quando magari si trovano davanti a prodotti di scarsa qualità, sono indotti a pensare, che il Made in Italy, non è sinonimo di buoni prodotti. Come ben sa chi vive all’estero, o si trova solo per qualche giorno in un altro Paese, spesso, infatti, ci si trova di fronte a prodotti che sfruttano il cosiddetto Italian Sounding, che consiste nel mettere etichette che ricordano o storpiano letteralmente l’italiano, facendo credere che il marchio proposto sia italiano appunto. L’esempio più classico è il parmesan cheese, che dà l’idea del parmigiano, ma ne esistono innumerevoli altri, che nel nostro Paese, come minimo sarebbero vietati per pubblicità ingannevole, oltre che per la loro evidente scarsa qualità. Il tanto vituperato Ministero per il Made in Italy sta facendo molto ma non basta, ecco perchè tutti dobbiamo fare la nostra parte, come consumatori e come italiani e da oggi, abbiamo uno strumento in più, senza attendere la burocrazia ministeriale. E’ partita, infatti l’iniziativa di Cenacoli/oscarwine promossa da Livio Buffo, che permette, attraverso il sito http://www.madenotinitaly.com di inserire i dati e le foto dei falsi prodotti Made in Italy, nei quali ci possiamo imbattere, in giro per il mondo, alfine di responsabilizzare tutti i consumatori su questo fenomeno odioso economicamente, ma anche potenzialmente pericoloso per la salute, poichè non conosciamo il livello di qualità e tossicità, di prodotti alimentari non tracciati e messi sul mercato in modo truffaldino. E’ bene dunque, che, chi ama l’Italia, ma anche chi vuole bere e mangiare italiano, scelga prodotti fatti in Italia con materie prime coltivate, allevate, o pescate, appunto, in Italia. Ci accuseranno di essere nazionalisti? Pazienza ce ne faremo una ragione, partendo dal presupposto che non possiamo essere simpatici a tutti ma almeno avremo fatto una scelta di qualità per noi e per il futuro dei nostri figli, che hanno il diritto di mangiare sano e certificato, anche perchè, se c’è una cosa che ancora funziona nel nostro Paese, questa è la sicurezza alimentare e noi non vogliamo rinunciarci.
Luca Monti
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