Grottaferrata, la casa degli orrori, anziani sedati e abbandonati, una denuncia svela gli abusi

GROTTAFERRATA – Sette misure cautelari sono state eseguite dai carabinieri del NAS di Roma nei confronti di operatori socio-sanitari e del titolare di una comunità alloggio per anziani a Grottaferrata, nel cuore dei Castelli Romani. L’inchiesta, coordinata dalla Procura di Velletri, ipotizza una serie di maltrattamenti ai danni degli ospiti della struttura, persone fragili che avrebbero dovuto ricevere assistenza e protezione.
I provvedimenti emessi dal gip comprendono sei interdizioni dall’esercizio della professione e un divieto di dimora. La Procura aveva richiesto misure più severe, come gli arresti domiciliari, ma il giudice ha optato per misure meno afflittive, pur ritenendo gravi gli indizi raccolti.
L’origine dell’indagine
L’inchiesta è partita dalla denuncia di un familiare di un anziano ospite, che aveva segnalato comportamenti sospetti e condizioni di cura ritenute inadeguate. Da quella segnalazione i carabinieri del Nucleo Antisofisticazioni e Sanità hanno avviato accertamenti che, secondo quanto ricostruito, avrebbero fatto emergere un quadro preoccupante.
Gli investigatori avrebbero documentato episodi di abbandono notturno, alcuni ospiti sarebbero stati lasciati nei loro letti per ore, senza assistenza e senza essere cambiati. A questo si aggiungerebbero insulti e trattamenti ritenuti degradanti.
Farmaci non prescritti e contenzioni non autorizzate
Un altro elemento al centro dell’indagine riguarda l’uso di farmaci e sonniferi non prescritti da un medico, somministrati – secondo l’ipotesi accusatoria – per addormentare gli anziani e ridurre il carico assistenziale durante la notte. In alcuni casi sarebbero stati utilizzati anche mezzi di contenzione non autorizzati, pratica vietata se non in condizioni eccezionali e sempre sotto controllo sanitario.
Ulteriori indagati
Oltre alle sette misure cautelari, i carabinieri hanno notificato cinque avvisi di conclusione delle indagini ad altrettanti operatori, anch’essi accusati degli stessi reati. Si tratta di un passaggio procedurale che precede l’eventuale richiesta di rinvio a giudizio.
L’inchiesta prosegue e la Procura valuterà nelle prossime settimane gli sviluppi, mentre la vicenda riaccende il dibattito sulla tutela degli anziani nelle strutture assistenziali e sulla necessità di controlli più rigorosi.